Ilbianconero.com

  • Meno possesso, più verticalità e dribbling raddoppiati: il confronto tra la prima Juve di Tudor e l'ultima di Motta

    Meno possesso, più verticalità e dribbling raddoppiati: il confronto tra la prima Juve di Tudor e l'ultima di Motta

    • Michael Di Chiaro
    Dopo l'esordio vincente di Igor Tudor sulla panchina della Juventus, griffato dall'1-0 rifilato al Genoa nella sfida dell'Allianz Stadium decisa dalla perla di Kenan Yildiz. Una Juve non particolarmente brillante, e dopo pochi giorni di lavoro era anche logico non aspettarsi grosse novità, ma che comunque ha centrato ciò che in questo momento è l'unica cosa che andava centrata, ovvero i tre punti.

    Passando in analisi i numeri dei primi novanta minuti targati Igor Tudor, balza all'occhio un primo e sensibile cambiamento rispetto a quanto si era vista nelle ultime uscite ufficiali di Thiago Motta, prima che la società optasse per un cambio in corsa esonerando l'ex tecnico del Bologna per fare spazio al tecnico croato.

    I due allenatori interpretano infatti il calcio in maniera differente e in casa bianconera è bastata una sola partita per percepire i primi importanti cambiamenti sulla direzione da seguire da qui fino al termine della stagione. Otto partite, Mondiale per Club escluso, nelle quali la Juventus si gioca il tutto per tutto con la speranza e soprattutto l'obiettivo dichiarato di strappare la qualificazione alla prossima Champions League.
     

    Meno possesso palla



    Se si paragonano i dati emersi da Juventus-Genoa e li si raffrontano con le ultime tre partite con Motta al timone, ovvero quelle contro Verona, Atalanta e Fiorentina, emerge il primo dato inconfutabile. La Juventus ha 'lasciato' qualcosa in termini di possesso e controllo del gioco. Se nelle ultime gare targate Thiago Motta si era toccato picchi del 67%, la Juve ha chiuso la partita col Genoa con il 49% di possesso palla.
     

    Più verticalità


    Un altro cambiamento è quello relativo ai passaggi: se con Motta il fittissimo possesso palla orizzontale aveva raggiunto quota 623, con Tudor il dato è sceso a 416, ma con doverose precisioni da fare. Se con Motta la percentiale di passaggi riusciti era dell'88.9%, con il nuovo allenatore si è scesi all'80.5%, ma questo dato è ovviamente viziato dalla tipologia di calcio che Tudor vuole sviluppare in quel di Torino: un calcio più verticale, diretto. In Juventus-Genoa si sono contati 52 passaggi lunghi contro i 31 dell'ultima Juve di Motta. La percentuale di giocate in verticale è un'altra differenza piuttosto marcata: 38% con Tudor, 26% con l'ex allenatore del Bologna.
     

    Maggiore spazio alla creatività dei singoli


    Se con Thiago Motta si cercava di sviluppare giocate piuttosto codificate, come se si stesse seguendo uno spartito, Tudor sembra voler dare maggiore spazio alla qualità e alla creatività dei singoli. Rispetto agli ultimi frame di Thiago Motta in bianconero, contro il Genoa la Juve ha quasi raddoppiato il numero dei dribbling riusciti: da 7.6 a partita ai 12 messi a referto contro il Grifone.

     

    Commenti

    (1)

    Altre Notizie