Juventus FC via Getty Images

Pogba: la prima maxi sanzione nel calcio! Le differenze con Palomino e i motivi del pugno duro del Tna
Pogba: la strategia difensiva dei suoi legali
Da quanto trapela, scrive il Corriere della Sera, "gli avvocati di Pogba avrebbero scelto una strategia difensiva che in passato dava ottimi risultati: l’atleta non ha assunto un farmaco proibito (vero) ma, in vacanza e in fase di recupero da un infortunio, ha comprato un integratore per sviluppare la massa muscolare «tagliato» con uno steroide come succede spesso nei prodotti confezionati negli Usa".
Doping Pogba: la pena media nel calcio era di 5 mesi
"Cosa c’è di più non intenzionale di questo?", chiede il Corriere. E spiega che fino al 2010, in venti casi di positività al nandrolone (sostanza analoga al Dhea) in serie A la squalifica media era di 5 mesi e la tesi della contaminazione involontaria (integratori, pomate, barrette) comunemente accettata. Era l’epoca, però, in cui il doping nel calcio veniva giudicato dallo stesso calcio, sia in primo grado che in appello, e dove indulgenza e deferenza verso sportivi popolarissimi regnavano sovrane. Oggi i calciatori, come tutti gli altri atleti esclusi quelli soggetti a tribunali internazionali come i ciclisti, sono indagati da Nado Italia e giudicati dal Tna in modo uniforme.
Perché Pogba è stato punito e Palomino no?
E il caso Palomino? Positivo a un altro anabolizzante, il Clostebol, l’atalantino nel 2023 è stato assolto per aver dimostrato che la sostanza era in una pomata (l’ha esibita) a basso contenuto di principio attivo e prescritta da un medico per curare una piaga. Ma allora perché Pogba è stato squalificato nonostante abbia portato l'integratore? Perché il Dhea - si legge - è altamente dopante, perché lui per contratto non può prendere nemmeno un’aspirina senza il permesso della squadra e soprattutto perché (art. 11.2.3 del Codice) un professionista deve evitare «ogni rischio significativo che la sua condotta costituisca o produca una violazione» e non «manifestamente ignorare quel rischio» come accade se compri un integratore negli Usa fidandoti dell’etichetta o, peggio, senza leggerla. Pogba, dunque, paga caro la sua leggerezza, perché il Tna ha ritenuto che un atleta così importante non potesse prendere alla leggera l'assunzione di qualsiasi farmaco o integratore.
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