
Perché la Juventus ha scelto Tudor e non Mancini: dal contratto al pensiero per l'estate
Due profili differenti, Mancini con molta più esperienza ad allenare ad alto livello, Tudor più giovane e più "interno" al mondo Juventus per il passato in bianconero da giocatore ma anche da componente dello staff nella stagione di Andrea Pirlo da allenatore bianconero. Il "passato" però non è tra gli aspetti che hanno fatto la differenza. Ci sono altri fattori che hanno pesato sulla decisione del club.
Perché la Juventus ha scelto Tudor e non Mancini
Tra le ragioni principali ci sono quelle economiche, aspetto che rimane alla base in generale di molte delle strade intraprese dal club nell'ultimo periodo, nel bene e nel male. Tudor percepirà uno stipendio sicuramente inferiore a quelle che erano le richieste di Mancini. La Juventus già dovrà coprire i buchi arrivati dalla mancata qualificazione agli ottavi di Champions e in più i costi per l'esonero di Thiago Motta (e del suo staff) ed ecco quindi che una soluzione low cost come Tudor rispetto all'ex ct della Nazionale è preferibile.
La questione contratto
Ancora più determinante nella scelta è il tipo di contratto. Mancini non avrebbe accettato una proposta per pochi mesi, non almeno senza condizioni per proseguire insieme anche la prossima stagione. La Juventus avrebbe dovuto offrire al tecnico italiano l'opzione di rinnovo automatico in caso di qualificazione alla prossima Champions League. In attesa dei dettagli sul contratto di Tudor, questo tipo di "impegno" comunque non ci sarà con il croato, che arriverà con un orizzonte molto più breve. Nove partite di campionato e poi si vedrà, con anche il Mondiale per Club quindi che nulla è "scontato". Da capire se poi ci sarà un opzione di prolungamento in caso di qualificazione in Champions ma comunque, nel caso, sarebbe solo a favore del club.
Il piano del club infatti è capire cosa succederà da qui al termine del campionato, a quali competizioni parteciperà la prossima stagione e poi con più calma, prendere decisioni conseguenti. In poche parole, non si è voluto scegliere adesso l'allenatore per il futuro. Il pensiero è quindi all'estate, a partire da giugno, quando si faranno valutazioni a 360 gradi su tutto e compreso ovviamente chi è il profilo giusto per guidare la Juventus del futuro.
Il campo: Tudor da "traghettatore"
Oltre a tutto ciò, che in maniera diretta o indiretta è legato a questioni economiche, c'è il campo. Tudor sembra essere un allenatore in grado di incidere sulla squadra nell'immediato. Di tempo ce n'è poco per rimettere le cose a posto e il croato ha dimostrato solamente un anno fa di saper affrontare una situazione simile prendendo la Lazio allo stesso punto della stagione e riuscendo a dare subito un contributo. Anche caratterialmente, Tudor è un profilo, sulla carta, che può tirare fuori dai giocatori il giusto "fuoco" per affrontare il finale di campionato.
Commenti
(4)