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  • Koopmeiners, non è ancora primavera. Ma Tudor ha capito tutto

    Koopmeiners, non è ancora primavera. Ma Tudor ha capito tutto

    • Benedetta Panzeri
    Cambia l'allenatore e cambia l'aria. Cambiano i titolari (alcuni) e cambiano i ruoli. Cambia quasi tutto ma non cambia Teun Koopmeiners in questa Juventus, che sembra già rigenerata - almeno nello spirito - dalla cura di Igor Tudor che però non è ancora riuscito a dare una scossa al centrocampista olandese. O almeno questo è ciò che ha detto il campo, dopo l'ennesima partita che ha visto il classe 1998 finire di nuovo tra i flop di giornata dopo una prestazione totalmente opaca, fatta di rincorse e poco altro. 

     

    I numeri di Koopmeiners in Juventus-Genoa

    66 i minuti giocati prima del cambio (che almeno il nuovo tecnico ha avuto il coraggio di fare…). Un rumoroso zero alle voci goal, assist e pure tiri in porta, con l'highlight della sua partita individuabile in quel tentativo decisamente sbilenco che ha mandato la palla dritta in tribuna. Solo 32 i palloni toccati da Koopmeiners, con una precisione nei passaggi pari al 72% (15/21), due cross (timidi) e undici possessi persi. Poca roba, in sostanza. E se da un lato questo desolante scenario non sorprende, dall'altro preoccupa il fatto che anche con un nuovo allenatore non sia cambiato il copione per l'ex Atalanta, schierato peraltro in una posizione teoricamente a lui più congeniale, alle spalle di Dusan Vlahovic insieme a Kenan Yildiz.

     

    Il pensiero di Tudor su Koopmeiners


    La bocciatura di Koopmeiners, dunque, pesa più di altre (potenziali) in questa serata di ripartenza in casa bianconera. Perché su di lui erano riposte grandi aspettative, perché tutti credevano e speravano che questo primo scorcio di bella stagione avrebbe potuto rappresentare una nuova primavera anche per lui. Nulla è ancora perduto, credibilmente Tudor continuerà a insistere con lui. Lo ha detto chiaramente, nel post partita: "Non è in un grande momento, questo è ovvio. Ma da questi momenti si esce solo lavorando, da tutti i punti di vista, fisico e mentale: è un ragazzo perbene, che ha voglia e ci tiene. Alla fine ci sono stati due allenamenti, è chiaro che va recuperato e ci mettiamo a lavorare", le parole dell'allenatore ai microfoni di DAZN.

     

    Il confronto con Miretti


    Che dunque è parso ben consapevole del fatto che la versione di Teun vista oggi non può convincere, anzi non è nemmeno un buon punto di ripartenza. Servirà molto di più, a lui e alla Juventus, per scrivere una storia diversa, una storia che possa poi avere un altro importante capitolo dal prossimo anno. Anche perché, giusto per guardare un po' avanti, all'Allianz Stadium Koopmeiners ha anche perso (seppur di misura) il "duello" con Fabio Miretti, schierato praticamente nel suo stesso ruolo dall'altro lato della barricata. Non che il classe 2003 di proprietà della Juventus abbia particolarmente brillato, intendiamoci, ma qualcosa in più l'ha fatto, almeno nelle intenzioni. 

     

    Il piano di Tudor


    La speranza, allora, è che Tudor possa farcela, in questo impegno all'interno della sua missione più grande e importante, quella di portare i bianconeri in Champions League. Servirà uno sforzo ulteriore, e anche l'olandese dovrà metterci del suo, molto più di quanto abbia fatto finora. Anche perché il "blocco" - il tecnico lo ha suggerito, neanche troppo indirettamente a sentire il suo tono di voce - potrebbe essere innanzitutto mentale. E allora non ci sono santi che tengano, Koopmeiners deve alleggerirsi. Viceversa, l'impresa potrebbe rivelarsi decisamente difficile, per tutti.



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