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Cambiare in corsa non è sinonimo di Juventus: com'è andata le ultime volte?
E questo no, non è da Juventus. Perché i bianconeri, nonostante le difficoltà, hanno sempre mostrato di saper impugnare una linea forte e decisa, più stabile di ciò che la faceva vacillare. La rivoluzione targata Motta-Giuntoli, invece, ha mostrato fin qui tante fragilità, che hanno portato inevitabilmente a una frattura netta in un momento preciso: il crollo di Firenze.
Il futuro, nonostante sia da scrivere, sembra seguire un copione ben preciso: Thiago Motta si avvicina alla partita con il Genoa consapevole di non essere mai stato così in bilico, e senza alcuna certezza di poterci tornare per un'altra gara. E nella storia bianconera, è successo in poche occasioni, che hanno comunque fatto rumore.
La fine di Allegri e la parentesi Ferrara-Ranieri
Anche se in condizioni e con cause diverse, si parte proprio dall'anno scorso: a due giornate dal termine del campionato, la Juventus esonera Massimiliano Allegri dopo gli episodi della finale di Coppa Italia. È uno scenario inedito, che però anticipa quello che sarebbe comunque accaduto: il secondo mandato di Allegri era ormai destinato a terminare. Nelle ultime due partite di un campionato complicatissimo si siede Paolo Montero in panchina, dopo una stagione altalenante con la Primavera.

Prima di Allegri, l'ultimo allenatore a lasciare in corsa era stato Ciro Ferrara. L'ex difensore della Juventus era già stato protagonista di un cambio a stagione in corso, succedendo a Ranieri nel maggio del 2009 dopo l'eliminazione in Coppa Italia. La nuova parentesi di Ferrara in bianconero, però, segue un tenore ben diverso rispetto a quella da giocatore: la stagione 2009/2010 terminerà con Zaccheroni in panchina e un settimo posto tutt'altro che positivo.
Il dolceamaro di Lippi e un salto indietro di 50 anni
Prima di Ranieri, l'ultimo allenatore della Juventus a lasciare in corsa era stato Marcello Lippi. Già, il protagonista dell'ultima vittoria in Champions League nel 1996, una figura che in bianconero ha saputo trionfare come poche. Eppure, nel 1999 - dopo una stagione deludente tra Serie A e Champions League - Lippi annuncia l'addio: nel febbraio del 2000 arriverà Carlo Ancelotti, che a Torino colleziona due secondi posti fino al 2001, anno del ritorno dello stesso Lippi.
E prima di lui? Si deve tornare al 1970, e man mano sempre più indietro: i protagonisti sono stati Luis Carniglia, sostituito da Rabitti (con Boniperti come vice), Amaral nel 1963, Brocic nel 1958 e Puppo nel 1957. Il salto temporale fin troppo lungo vale più di tante parole: cambiare in corsa non è sinonimo di Juventus.
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