Ilbianconero.com

  • 2025 Getty Images
    L'abbraccio Giuntoli-Tudor e i suoi significati: il retroscena da Juve-Genoa

    L'abbraccio Giuntoli-Tudor e i suoi significati: il retroscena da Juve-Genoa

    • Redazione BN
    Nel pre-partita, Igor Tudor non ha mai lasciato sola la sua squadra. Dagli spogliatoi al campo, è rimasto sempre vicino ai suoi giocatori, osservando da vicino il riscaldamento in mezzo a loro. Si è assentato solo per una breve intervista, ma a parte gli obblighi televisivi, non ha mai distolto lo sguardo dalla sua Juventus, sia per i titolari che per chi sedeva in panchina. Ha trovato anche il tempo di scrutare l’atmosfera dello stadio e, soprattutto, di salutare con un gesto di ringraziamento i tifosi che già prima del fischio d’inizio lo acclamavano. Un mix di emozione e concentrazione, una montagna russa di sensazioni che solo un ex bianconero poteva vivere in un momento così speciale.

    Poco prima che iniziasse la partita, c’è stato anche un abbraccio con Cristiano Giuntoli, dopodiché il direttore tecnico è salito in tribuna e Tudor ha raggiunto il campo. L’accoglienza è stata calorosa: ovazione quando è stato annunciato il suo nome nelle formazioni, mentre dalla curva è apparso uno striscione di “bentornato” poco prima della rete di Yildiz.


    Il retroscena di Juve-Genoa


    Durante il match, Tudor è un fiume in piena: urla, si agita, gesticola, guida la squadra con indicazioni continue e non smette mai di incitare i suoi. E alla fine, dopo quella che Thuram ha definito “una settimana difficile”, era proprio questa l’energia di cui la Juventus aveva bisogno. Una squadra reduce da sette gol subiti nelle ultime due partite e da un cambio di guida tecnica durante la sosta.

    L’allenatore croato si fa subito notare: partecipa attivamente all’azione che porta all’1-0, avviando con rapidità la rimessa laterale di Koopmeiners da cui nasce il gol di Yildiz. Poi, nella foga del momento, supera troppo i limiti dell’area tecnica e viene ammonito, senza neanche accorgersene. Poco importa, in una serata in cui la Juventus ha riscoperto il valore del “vincere è l’unica cosa che conta”. Un successo di misura, un classico “corto muso”, che mantiene il quarto posto a un solo punto di distanza dopo la vittoria del Bologna.

    A fine gara, la squadra si dirige sotto la curva per ricevere gli applausi dei tifosi. Tudor li spinge a godersi il momento, lasciando a loro il centro della scena mentre lui si defila. Il suo impatto sulla squadra si è già fatto sentire, e i tifosi lo sanno bene. Ora restano otto finali per raggiungere l’obiettivo Champions.

    Commenti

    (5)

    Altre Notizie