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Una lunga intervista tra sogni e racconti. Una lunga intervista a Sky Sport in cui Leonardo Bonucci ha omaggiato l'ex compagno e amico da sempre Giorgio Chiellini. L'ex centrale, che ha ribadito anche il suo desiderio di essere allenatore della Juventus in futuro, gli ha poi mandato un messaggio anche in vista del futuro come dirigente bianconero.

Ecco le sue parole:  “Era un momento che tutti ci aspettavamo, l’ho sentito qualche giorno fa prima della finale di MLS ed ero un po' preparato a questo momento. Giorgio è la storia del calcio italiano, ho avuto la fortuna e il piacere di viverlo dentro e fuori dal campo e penso che sia uno dei pochi amici che il calcio mi ha regalato e mi lascerà. Abbiamo diviso tanto ed è un giorno triste perché vorresti che certi giocatori non smettessero mai. Come giocatore lascia un ricordo unico”.

FUORI DAL CAMPO - È sicuramente un padre e un marito premuroso, una persona molto equilibrata e intelligente con un grande cuore. La cosa che mi ha sorpreso più di tutto è il suo modo di gestire la sua passione per il calcio, specialmente dopo l’infortunio al crociato. Ho visto un altro Giorgio calcare i campi dopo l’operazione. Su questo ha costruito gli ultimi anni, non più con l’animo del guerriero, ma facendo intravedere il suo animo buono”.

FOTO COPPA EUROPEO - “Quella foto nasce dalla mia esuberanza, noi due siamo come il giorno e la notte a livello caratteriale. Andai in camera sua e gli dissi che era il momento di cavalcare la moda di farsi la foto con la coppa a letto. Ci siamo spalleggiati sia in Nazionale sia alla Juventus nei momenti belli e brutti, abbiamo avuto anche delle discussioni che sono fonte di crescita per entrambi se si è intelligenti, cercando di trovare una via di mezzo fra le nostre posizioni, unendoci nelle difficoltà sia in campo sia nello spogliatoio per raggiungere gli obiettivi che ci eravamo fissati”. TECNICO - “Lui ha iniziato con la maglia numero 19 che è quella che io ho vestito a lungo al suo fianco, quasi a chiudere un cerchio. Giorgio ha capito che nell’evoluzione del calcio doveva migliorarsi e spesso ci siamo confrontati su come nascevano le mie giocate da centrale per capire cosa poteva rubarmi. Grazie alla sua intelligenza e a Conte, che è l’allenatore che ci ha migliorato più di tutti, è diventato il giocatore che è stato. Ci siamo migliorati l’un l’altro”.

MANCANZA - "Quello che mi mancherà di più di Giorgio, anche se io sono vicino alla fine della carriera, è l'equilibrio in ogni momento vissuto nello spogliatoio, che la partita andasse bene o meno, sia se giocavamo un big match sia se ce la vedevamo contro una squadra in lotta per la salvezza. Giorgio, nel suo modo di essere equilibrato, dispensa consiglia, ci siamo sentiti molto negli ultimi mesi. Anche quando io ero al Milan abbiamo fatto le vacanze insieme, si è detto dispiaciuto di non essermi stato vicino in quella settimana in cui si concretizzò il trasferimento in rossonero perché, forse, mi avrebbe fatto cambiare idea. Questo è stato il percorso insieme, chissà se capiterà anche in futuro".

BBC - “Una cosa che mi piace mettere in risalto quando veniamo nominati con questo acronimo è che noi abbiamo fatto tanto, ma dietro avevamo il numero uno dei numeri uno. Buffon è stato quello che ci ha fatto crescere di più e sarebbe più corretto parlare di BBBC. I numeri dicono che abbiamo fatto una parte di storia del calcio e il merito va dato a Conte che ha saputo leggere le nostre caratteristiche e sfruttarle nel migliore dei modi. Poi siamo rimasti io e Giorgio e questo ci ha dato ancora maggiore responsabilità perché sapevamo di poterci togliere ancora delle soddisfazioni”.

NIENTE ESONERO - "Uno dei miei sogni è allenare la Juve, dovrò meritarmelo, la strada è lunga. Allenare la Juve non è facile, Giorgio dal canto suo ha l'indole per fare il dirigente, credo sia la sua collocazione preferita. Un giorno magari parleremo di questo uno accanto all'altro, vedremo. Vorrei diventare un grande allenatore, possibilmente alla Juventus. Speriamo che poi Chiellini, se dovesse essere lui il dirigente, non mi esoneri...".