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  • Capello a Gazzetta: 'Giuntoli ha fatto un mercato da 200 milioni, ma i risultati non sono all'altezza dei soldi spesi'

    Capello a Gazzetta: 'Giuntoli ha fatto un mercato da 200 milioni, ma i risultati non sono all'altezza dei soldi spesi'

    • Redazione BN
    LE SCELTE DI JUVE E MILAN - "Lo scorso giugno, a distanza di ventiquattr’ore uno dall’altra, Milan e Juventus annunciavano i loro nuovi allenatori, ai quali avevano affidato un progetto a lunga scadenza: sia Paulo Fonseca che Thiago Motta avevano firmato un contratto di tre anni. A fine marzo, il piatto piange: Fonseca è stato esonerato dopo 7 mesi, Motta dopo 9, l’addio si è consumato più o meno a un quarto del cammino. È la legge dei grandi club dove il tempo è relativo e dove tutto dipende sempre e comunque dai risultati, certo, ma questa volta, per analizzare a fondo i problemi di Juve e Milan, non possiamo fermarci qui. Perché se per due squadre che hanno fatto la storia del calcio italiano e mondiale, giocare la prossima Champions equivale a una vittoria, allora c’è qualcosa che non va. E se i due allenatori subentrati, Conceiçao e Tudor, sono con molte probabilità destinati a salutare alla fine della stagione, allora siamo oltre la “semplice” annata storta".

    IL MOMENTO DELLA JUVE - "Alla Juventus c’è una situazione più chiara, e di conseguenza sono più chiare anche le responsabilità: il dt Giuntoli ha portato avanti un mercato da protagonista, spendendo oltre 200 milioni per rivoluzionare la squadra, ma il rendimento dei bianconeri non si è rivelato all’altezza delle aspettative (e dei soldi investiti). Motta ha pagato come sempre succede in queste situazioni, ma ho l’impressione che Giuntoli adesso sia arrivato a un bivio: la società accetterebbe un’altra stagione deludente come questa?".

    IL TRENO CHAMPIONS - "La Juventus è attaccata al treno del quarto posto, distante appena un punto, e a giugno giocherà il primo Mondiale per club della storia, unico club italiano insieme all’Inter: ci sarebbe margine per raddrizzare, almeno in parte, questo 2024-25, ma la percezione generale è di tutt’altro umore. È inevitabile allora che sia il Diavolo che la Signora guardino già avanti, ai prossimi allenatori e, nel caso dei rossoneri, anche al ds che oggi non c’è. Quello che conta, però, è che Milan e Juve abbiano ben chiaro cosa serve per ripartire: per costruire un gruppo vincente non servono gli algoritmi, occorrono persone capaci di capire se un determinato profilo ha le carte in regola per reggere il peso di San Siro o dello Stadium. Diversamente, non si va lontano".

     

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