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Continua la polemica sui calendari che coinvolge Napoli e Juventus. Dopo la vittoria sull’Atalanta il tecnico partenopeo è tornato sull’argomento: - "Vedendo il calendario, la Juventus ha gare abbordabili e questo potrebbe metterci pressioneErrore mastodontico della Lega il fatto che giochino sempre dopo. Si poteva un attimo mediare, o giocare in contemporanea o far giocare qualche partita dopo a noi. Si è verificata in buonissima fede sicuramente, ma un minimo di dubbio sulle capacità di chi dovrebbe decidere queste cose mi viene".

“È un Napoli diverso perché abbiamo preparato questa gara in maniera diversa con una squadra che ci ha sempre messo in difficoltà. Abbiamo così provato ad aggirare queste difficoltà nella preparazione del match. Il gol di Mertens? Dries ha fatto 14 mesi e mezzo bene su 16, ha avuto un calo fisiologico, ma aveva già dato segnali di ripresa. Aveva segnato in Coppa Italia e Champions, il digiuno era relativo. Era evidente che sarebbe tornato anche a segnare, viste le ultime prove".

SU INSIGNE - "La polemica per il cambio? È normale, perché non avete le telecamere in settimana. Io e Lorenzo litighiamo tre-quattro volte a settimana, sono cose normali. Ci arrabbiamo e subito finisce lì".

SUI CORI RAZZISTI - "I cori a Koulibaly? Gli è passata l'arrabbiatura. Ci sono più forme di razzismo, la più fastidiosa è quella che succede a Koulibaly, ma anche il 'Terroni, terroni!' per 90 minuti è fastidioso".

SUL MERCATO E VERDI - "In questo momento qualche alternativa ci farebbe comodo, ma possiamo pensare che se il rientro di Milik è vicino possiamo sfruttare anche Dries da esterno in qualche situazione di partita. Mi piacerebbe molto dedicare tutto il mio tempo e le mie energie alla squadra, senza perdermi in cose su cui posso influire di meno. Verdi? Ne ho fatta una di telefonata a lui, perché il club mi aveva detto di avere un accordo col Bologna. Io non voglio sapere niente, se non che tra le motivazioni che aveva per il 'no' ci fossi io. Mi ha detto di no e allora era libero di fare ciò che vuole".

SUL FUTURO - "La mia clausola rescissoria è un falso problema. I contratti hanno un valore relativo, nel senso che questo è un mestiere in cui ci vogliono cuore, anima e sentimento. Si può parlare del contratto dentro queste caratteristiche, senza di queste non avrebbe significato. In questo momento non mi interessa né della clausola né della scadenza, tra due o tre mesi ci incontreremo io e De Laurentiis, non ci saranno grandi stravolgimenti".